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Synergy sceglie il suo allenatore dalla “corte” di Caja

Synergy sceglie il suo allenatore dalla “corte” di Caja

A guidare i Draghi di San Giovanni, arriva Riccardo Caimi

Alla fine, il dilemma è stato sciolto e la società sangiovannese ha potuto annunciare quello che il Presidente Marino ritiene essere un investimento importante e duraturo. Direttamente dall’Affrico Firenze e dallo staff di Caja, torna a San Giovanni il comasco Riccardo Caimi.

Dopo Rossi e Pescioli, quindi, arriva un altro allenatore giovane per la Synergy, in linea con lo stile della società guidata dal presidente Franco Marino.

Il trentatreenne Caimi muove i primi passi a Como, sua città natale. Il battesimo di dieci anni fa è di quelli di fuoco, dato che è subito nello staff di Gianni Lambruschi, in A1 femminile con la Pool Comense.

Sempre con la famosa società di Como, sotto la guida degli esperti Rota e Ricchini, Caimi continua ad affinare la propria esperienza in uno staff di massimo livello, ma inizia anche a cimentarsi nell’attività giovanile cogliendo l’obiettivo di partecipare a diverse finali giovanili nazionali, nel settore femminile, sia da assistente che da head coach.

Un picco, Caimi lo raggiunge nel 2007 quando è nello staff della Comense vincitrice del titolo italiano Under 16 femminili. Un’altra bella soddisfazione, per il giovane Caimi, arriva nel 2008 con la nomina a miglior allenatore delle finali nazionali Under 19 femminili.

Sei anni fa, il giovane coach lombardo cede alle insistenze di Paolo Cianfrini e si piomba in Toscana, al Centro Sportivo Galli. Un esperienza fuori porta che consente a Caimi di cimentarsi con un ambiente di basket maschile, relativamente di minor caratura ma altrettanto competitivo, per cercare spazi sempre più motivanti, sia nel campo dei seniores che nell’attività giovanile.

Tre anni fa è l’Affrico Firenze a chiamarlo per affidargli la responsabilità del Settore giovanile e le migliori squadre giovanili della blasonata società fiorentina. Tra alterni esiti, Caimi conclude quindi oggi il proprio ciclo con la società di Firenze, non senza aver prima assaporato la grande opportunità di lavorare a stretto contatto con uno dei più famosi coach italiani, Attilio Caja.

Ed ecco il fuoco di domande poste al nuovo arrivato, al momento della sua ufficializzazione.

Un ritorno a San Giovanni, stavolta sponda Synergy: spiegaci un po’ questa scelta.

“Ritorno molto volentieri a San Giovanni perché il progetto che mi è stato proposto mi è piaciuto immediatamente. Ringrazio il presidente Franco Marino, il direttore generale Gino Vannelli e tutto il Consiglio della Synergy per la fiducia posta nei miei confronti. Sono sicuro di poter ripagare. Mi hanno detto che, da tempo, la società cercava un professionista per fare quel salto di qualità che tutti i suoi tesserati si auspicano. La Dirigenza della Synergy mi aveva cercato anche l’anno scorso, ma ero sotto contratto con Firenze e ovviamente non se ne poté fare nulla. Voglio altresì ringraziare Firenze per i 3 anni passati insieme”.

Visto che il Presidente Marino ed il Direttore Generale Vannelli ti hanno cercato con insistenza, quali sono gli obiettivi che ti hanno chiesto di perseguire?

“L’obiettivo è quello di creare uno staff tecnico giovane, che abbia qualità morali e tecniche importanti per uno sviluppo del nostro settore giovanile e della prima squadra. E poi, creare una linea comune dove ogni allenatore avrà degli obiettivi ben precisi da raggiungere con il lavoro in palestra. Il mio obiettivo personale sarà quello di far migliorare ogni singolo giocatore dal punto di vista tecnico, fisico e comportamentale”.

Avrai un ruolo solo tecnico o anche organizzativo?

“In questi anni ho imparato ad avere molto rispetto per i ruoli. La società mi ha ingaggiato per allenare e per essere il Responsabile Tecnico di tutti i gruppi. E’ chiaro che ho intenzione di farlo con la massima dedizione. Se poi mi chiederà anche altre cose, sarò pronto a dare una mano”.

Dicci della squadra. Qual è la conoscenza che hai dei giocatori dello scorso anno. Partenze, conferme, arrivi?

“Conosco poco i ragazzi della prima squadra tranne Basilicò e Tello, dato che li ho allenati al Galli. Confido molto su loro due perché dovranno essere d’esempio per gli altri. Faremo una squadra giovane inserendo i migliori prospetti del settore giovanile della Synergy, con l’aggiunta di 5/6 senior”.

Qual è la tua idea di squadra per il prossimo anno e che tipo di gioco pensi di attuare?

“Difesa di squadra aggressiva, con il contropiede che sarà la nostra prima idea. Altrimenti giocheremo nella metà campo d’attacco con l’idea di muovere velocemente palla e uomini, dando così pochi riferimenti alla difesa avversaria”.

E’ presto per parlare di campionato, visto che non sapete ancora se parteciperete alla serie C Nazionale, ma in caso di partecipazione alla C Regionale, puntate alla promozione?

“Credo che al 99% faremo la C regionale. Vogliamo prima di tutto crescere, allenamento dopo allenamento, giocando la partita che si presenterà come una finale. Non mi piace pensare a lungo termine, ma mi piace fare un passo alla volta”.

Dopo un anno con “Artiglio” Caja, certamente qualcosa in più ti porti dentro. Che cosa, in particolare? “Anche se l’ultima stagione a Firenze è finita con una retrocessione, posso dire di esser stato fortunato a incontrare e collaborare con Attilio. E’ un allenatore di grande livello, che mi ha permesso di crescere esponenzialmente sotto il punto di vista tecnico e umano. Non smetterò mai di ringraziarlo per tutto quello che mi ha insegnato, dentro e fuori dal campo. Mi ha fatto capire cosa vuol dire fare l’allenatore professionista, cosa vuol dire migliorarsi e dare il massimo ogni allenamento. Dal punto di vista tecnico-tattico, è un pozzo di sapienza da cui trarre spunto in ogni allenamento, in ogni discussione. E’ stato e sarà un punto di riferimento per me negli anni a venire. Spero vivamente di poter collaborare di nuovo con lui, in futuro”.

La Synergy ti offre la sua prima squadra senior, da capo allenatore: che sensazione hai di questa nuova dimensione?

“La gestione da capo allenatore di una squadra senior è completamente diversa, ma l’esperienza che ho fatto in questi anni a Como, San Giovanni e Firenze mi aiuterà molto. Avremo una squadra molto giovane e con i giovani ho sempre fatto bene. Punterò molto sul comportamento all’interno di ogni gruppo e per questo metterò delle regole semplici e chiare, che staff e giocatori dovranno rispettare”.

Chi sono stati i tuoi maestri nel basket allenato?

“Gianni Lambruschi (ex allenatore Nazionale Femminile, ndr) è stato il primo maestro che ho avuto alla Comense. Gianni è un allenatore di grande carisma e sapienza tattica. Roberto Ricchini (attuale allenatore Nazionale Femminile, ndr) e Marco Rota sono bravissime persone ed allenatori molto competenti. Mi hanno fatto capire come gestire al meglio il gruppo. E poi, Paolo Cianfrini. Alla mia prima esperienza lontano da casa, Paolo è stato un punto di riferimento molto importante per me. Dal punto di vista tecnico, lui e Attilio Caja sono stati i due allenatori dai quali ho appreso di più”.

Dove pensi di essere tra dieci anni?

“Risposta molto difficile da decifrare, in un momento per il nostro Paese ancora più difficile. Spero di essere a fare la cosa che mi piace di più, cioè allenare una squadra di basket e tornare a casa la sera, dai miei amori familiari, felice e sereno”.

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