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Amara sconfitta per la Synergy a Livorno

Amara sconfitta per la Synergy a Livorno

Parziali (11-24; 27-35; 41-52)

TABELLINI
Basket Livorno – Baldelli n.e., Scardigli 3, Burgalassi 9, Michelini 7, Bernini, Massoli 13, Venditti 1, Capobianchi 4, Dell’Agnello 20, Giannetti 2. All.re Marzini. Staff: Scardigli, Casabona, Bechere e Mori.
Synergy Basket Valdarno – Innocenti, Basilicò 10, Nesterini, Pelucchini 12, Brandini 3, Bucciolini 6, Tello 13, Cardo 1, Norci 4, Malacario 9. All.re Caimi. Staff: Rossi, Finetti, Vannelli e Cardo.

Alla prima trasferta di campionato, la Synergy Basket ha provato ad espugnare il parquet di Livorno ma si è incartata proprio sul più bello dando via libera ai padroni di casa negli ultimi frangenti di gara.
La squadra sangiovannese ha dominato praticamente per tutta la partita, ma negli ultimi 4 minuti non è riuscita ad evitare alcuni madornali errori (palle perse, scelte di tiro sbagliate e scarsa decisione nel controllo della palla) che l’hanno condannata ad una cocentissima sconfitta.

E dire che il team di Caimi partiva benissimo. Da subito, gli arancioni ospiti attuavano una difesa di squadra perfetta, ordinata e di eccellente fattura tecnica, che costringeva Livorno ad affanni inaspettati. Le triple della Synergy (Pelucchini, Basilicò, Tello) stordivano ancor di più i ragazzi di Marzini e la squadra del Presidente Marino andava presto in doppia cifra di vantaggio. Dall’altra parte, Dell’Agnello era l’unico che provava a tenere botta ma al 10’, grazie a Malacario, Bucciolini e Basilicò, il tabellone segnava un esplicito 11 a 24 per gli ospiti.

Nel secondo tempino, la squadra di casa rientrava in campo più concentrata e decisa. Riproponendo il pressing a tutto campo ed  attaccando con maggiore precisione l’area avversaria, i labronici sembravano opporsi meglio allo strapotere della Synergy del primo quarto. Capobianchi, Giannotti e Massoli bucavano la retina ospite, ma la squadra di coach Caimi era pronta a ribattere con le belle geometrie Cardo-Pelucchini. Anche Tello non si faceva pregare per rendere la rincorsa di Dell’Agnello e compagni un percorso irto di insidie e si andava al riposo lungo sul 27 a 35.

Nella terza frazione, la Synergy difendeva con attenzione la propria area tornando bella come nei primi 10 minuti ed aveva contributi offensivi da Brandini, Malacario e Pelucchini. In mancanza di fluidità offensiva, Livorno alzava ancor di più l’aggressività difensiva e gli arbitri ci mettevano un bel po’ prima di interpretare i plurimi contatti subiti dai sangiovannesi come fallosi. Il trend cambiava e Livorno aveva canestri da Michelini, Malossi e Scardigli (che uscirà anzitempo per falli, poco dopo) per un mini recupero. La Synergy però sapeva soffrire e con Bucciolini, Norci (ed un grande Cardo a rimbalzo) riusciva a mantenere 7-10 punti di vantaggio. Il mancato aggancio innervosiva ancor di più la panchina di casa e dopo aver iniziato a sanzionare maggiormente i contatti provocati dai giocatori labronici, il duo in grigio contrastava solo con ammonizioni verbali le plateali rimostranze di coach Marzini. Il penultimo quarto si concludeva con la squadra ospite ancora in buon vantaggio (41-52).
Ultima frazione. Livorno non otteneva un gran che dai primi minuti, Marzini allora rinunciava completamente agli schemi ed ordinava l’attacco alla baionetta. I giocatori di casa si trasformavano in arieti ma ottenevano ancora pochi risultati. La gara sembrava quindi incanalarsi a favore degli ospiti (+9, al 35’), ma imprevedibilmente la Synergy si incartava (per i motivi già su descritti) e consentiva al team di casa un recupero sempre più evidente (canestri di Dell’Agnello, Burgalassi e Massoli). Negli ultimi minuti, Caimi faceva a meno di Bucciolini (forse più adatto di Brandini al rovente finale) ed anche di Tello. Malacario interrompeva il trend ma la tripla di Dell’Agnello puniva la zona degli ospiti e decretava il primo sorpasso per Livorno (58-56).
Basilicò aveva ancora la forza di pareggiare in contropiede ma l’ultima azione dei padroni di casa era premiata dal tiro libero decisivo di Burgalassi. Nei dieci secondi a disposizione prima della sirena finale, la Synergy organizzava anche bene l’ultima possibilità ma il tiro di Basilicò da sotto canestro non aveva fortuna e Livorno poteva lanciare il proprio urlo liberatorio.
La condotta di gara dei pur bravi Di Salvo e Carlotti non è stata esente da pecche. La valutazione dei numerosissimi contatti fisici prodotti dai giocatori di casa è sembrata spesso troppo tollerante e così anche la sopportazione delle continue platealità provenienti dalla panchina livornese.